INTERVISTA A MARCO CUBEDDU


Io leggo perchè... eeem..
Ecco a volte capita che nel vorticoso traffico della  mente  un pensiero come questo si ferma,si siede e senza nemmeno salutarti decide di romperti le scatole. "Demenzialità" a parte io credo che l'esperienza di una lettura sia simile a quella di un viaggio dove alla fine ti ritrovi con la piacevole sensazione di aver acquisito esperienza.  A me ad esempio, nei miei viaggi, piace molto visitare le città non solo per le classiche attrazioni (opere d'arte,musei...) ma per cercare di cogliere le peculiarità del posto cercando di viverle attraverso il contatto con le persone, la cucina, i locali... Ogni istante che vivo diventa per me così, un qualcosa di nuovo che imparo e lo faccio in modo del tutto automatico godendomi quel momento. La stessa sensazione la vivo quando leggo un libro scritto bene, quindi per me un bravo scrittore deve saper far vivere esperienze ai propri lettori attraverso l'uso intelligente delle parole.
Oggi ho davvero il piacere di presentarvi un autore di cui amo lo stile narrativo e le divertenti situazioni che crea. 
Ecco a voi Marco Cubeddu autore del qui recensito "Pornokiller" e "Con una bomba a mano sul cuore" che si racconta su Bolabooks:







1) Il mondo del porno e un antieroe come protagonista. Un binomio che da subito mi ha incuriosito. Come nasce questa storia?


In effetti credo che ormai tutti gli eroi siano diventati antieroi.
Al di là dei prodotti più beceri - che per inciso, e sorprendentemente, ancora raccolgono successi economici ragguardevoli - gli spettatori e i lettori si sono decisamente stancati delle narrazioni manichee in cui buoni e cattivi risultavano bidimensionali e inverosimili proiezioni delle proprie vite.
Oggi vogliamo personaggi più fallibili, meno vincenti su tutta la linea, perfino più sordidi e inetti, meschini e arrivisti, menzogneri e inconcludenti.
Il mio Carlo, regista di film porno che ambisce a tornare al cinema normale grazie a una nuova musa, una ragazzina che ricorda una sua vecchia fiamma oltre alla Lolita dei suoi sogni, è la proiezione di tutto quello che non vorrei essere nella vita di tutti i giorni, ma che mi piacerebbe impersonare saltuariamente: un uomo bianco,privilegiato e vizioso, vittima delle spinte perbeniste che gli fanno credere di essere sbagliato, che lo portano a cercare di essere migliore, quando, fosse rimasto la brutta persona che è, la cose gli sarebbero andate decisamente meglio.
A me piace questo di Carlo, lui si comporta male, e farebbe benissimo a farlo, il suo moralismo lo rovina. Io, al contrario di lui, mi comporto tendenzialmente bene, ma penso malissimo, e mi godo il privilegio di essere una brutta persona senza rimorsi, rassegnandomi ad essere una bella persona per comodità, più che per adesione di principio. Ci compensiamo, anche se la sua vita, almeno fino a questo punto, è decisamente più epica della mia.


2) In un'intervista fatta nel 2013 al Salone del libro, avevi dichiarato che la stesura del tuo precedente lavoro "Con una bomba a mano sul cuore" è stata piuttosto laboriosa e che infine avevi dovuto tagliare alcune parti. Questa volta com'è andata?

Questa volta non ho tagliato niente. O meglio, ho tagliato senza rendermi conto di stare tagliando, senza soffrirne. A differenza del primo romanzo, questo voleva essere una storia semplice, senza troppe cose dette, piena di cose mostrate. Volevo un romanzo cinematografico, in cui l'azione prevalesse sul pensiero. Non è il modo in cui preferisco scrivere, anzi, mi piace più dar vita a mondi sbilenchi, meno narrativi, ma è il modo in cui dovevo raccontare questa storia, che doveva essere esagerata e cartoonesca, qualcosa distante anni luce dal tentativo di scrivere un capolavoro, ma che fosse esattamente quello che avrei voluto trovare sul comodino mentre tentavo di scrivere un capolavoro, un buon intervallo tra una serie TV e l'altra.
Pornokiller è per me una sorta di inno all'intrattenimento. Non credo ci sia niente di peggio che scambiare lo storytelling per una forma d'arte. Non lo è, è artigianato. Fare del buon artigianato e spacciarlo per tentativo artistico, ritengo sia uno dei peggiori crimini di cui ci si possa macchiare. Viceversa, fare del buon artigianato senza credere di fare arte, credo sia liberatorio e virtuoso.
Pornokiller, lo dico a bocce ferme, cioè a copie inevitabilmente invendute, ha per me il pregio di essere un prodotto a cui non mi sono mai sentito così tanto legato, anche nella fase di scrittura, considerandolo parte di un progetto più ambizioso che comprendeva entrambi libri, considerando il secondo parte integrante del primo. Così l’ho scritto e riscritto aggiungendo e cancellando tutto quello che serviva o non serviva alla storia, senza troppi ripensamenti, con molta soddisfazione, che spero sia la stessa che abbiano provato i pochi che lo hanno letto.


3) Ho amato molto Pornokiller perché è ricco di personaggi bizzarri, anormali, balordi e situazioni borderline. Dove raccogli il materiale per creare questi personaggi e dar loro vita?

Non ho avuto una vita molto regolare, fino a oggi, e questo è il risultato. Non che abbia vissuto situazioni identiche o conosciuto persone come quelle che affollano Pornkiller. Ma il mio immaginario mi porta a esasperare situazioni e persone reali, distorcendo ogni cosa attraverso una visione non tanto realistica quanto fictionalizzata di quello che mi accade, facendo di quello che vorrei accadesse il mio unico centro di interesse quotidiano, in barba a quel che succede davvero.
Mi piace più come mi racconto le cose che mi accadono di come sono in realtà. Per tentare di non cedere alla pazzia, di non diventare un uomo incapace di distinguere il falso dal vero, ne scrivo, ed ecco che amici e conoscenti, personaggi celebri o possibili, diventano parte di un mondo di falliti, in cui fallire è la cifra stilistica della bellezza e non solo della frustrazione.


4) Nel tuo libro compare anche la figura di Giorgio Mastrota, il vero Giorgio Mastrota cioè il conduttore televisivo, che nella storia interpreta se stesso. Come l'ha presa lui? E stato contento?

Mastrota è parte di Pornokiller dal 2007, quando buttai giù la scaletta di questa storia, che avrei voluto diventasse un film, fantasticando su una sua partecipazione.
Quando, mentre rivedevo Con una bomba a mano sul cuore, in cui Pornokiller è evocato come il romanzo più celebre del protagonista, Alessandro Spera, venne voglia alla mia casa editrice di trasformare quella trama in un romanzo a sé stante, è stato naturale per me conservare il personaggio di Mastrota - uno dei miei beniamini in assoluto, non saprei dire perché, - e dargli spazio.
Finito di scrivere, ho battagliato perché non venisse cambiato il suo nome, l'ho cercato al telefono e lui è stato di una gentilezza e di una disponibilità di molto al di sopra delle mie più rosee aspettative.
Tanto che non solo ha accettato di restare con il suo nome tra queste pagine, ma ha anche presentato il libro con me a Milano, giocando a interpretare il finto se stesso del libro. Quanto ai suoi sentimenti, gli rubo le parole che ha detto dopo aver letto il libro ancora in bozze: “mi è capitato di peggio”. Poi, dopo un attimo di silenzio, ha aggiunto: “Anche di meglio, eh!”


5) Il tuo protagonista, Carlo Ballauri è un antieroe per eccellenza, trasandato, decadente, uno che si lascia vivere, un adolescente nel corpo, tra l'altro gigantesco, di un adulto. Un gigante debole. Uno che poteva aver tutto e invece... Le dipendenze,poi ? Le ha tutte dall'alcol alla cocaina per inventarsene di nuove come la dipendenza da Pocket Coffee. Un personaggio che ho amato e odiato proprio perché è antieroe, a volte fai il tifo per lui altre pensi "ma allora questo se le cerca". Quanto hai amato o odiato Carlo Ballauri?


Non credo di averlo odiato mai, il povero Carlo, lo amo troppo, da troppo tempo, proprio per il suo caracollante modo di muoversi nel mondo, per la sua strafottenza e la sua debolezza, per le sue manie e le sue ingenuità.
Vorrei impersonarlo per un mesetto, penso sarebbe divertente, a suo modo è per me decisamente poetico quel gigante dai piedi d' argilla, struggente il faticosissimo modo in cui dorme, mangia, beve, e consuma droghe e cioccolatini. In fondo, è uno dei buoni, lui, decisamente, un’anima candida, proprio perché incapace di essere una brutta persona fino in fondo.
Credo ci sia una grande libertà nel non voler essere migliori a tutti i costi, nell' essere esageratamente incivili ed edonisti.
Dove sbaglia, quando sbaglia, il buon Carlo, è proprio quando cerca di cambiare, di pensarsi diverso da quello che naturalmente dovrebbe essere.
Mi piace guardarmi allo specchio, la sera, o la mattina, e non aver bisogno di inventarmi giustificazioni ridicole per le mie inadeguatezze e per le mie brutture. Io, al contrario di Carlo, ho brutti pensieri, con cui convivo benissimo. Se posso, quando posso, compio anche brutte azioni, e dormo bene lo stesso, al contrario di lui, che in fondo è roso dai sensi di colpa.
Non vivo come Carlo perché non me lo posso permettere, ho meno soldi e più cose da guadagnare prima di potermi permettere il lusso di perderle.
In un certo senso, lui è il mio ritratto di Dorian Grey, le cose che non posso fare io, pena finire in galera, dando così un grosso dispiacere a mia madre, le ho fatte fare a lui. Perciò gli devo molto, e credo che anche la società civile gliene debba, ha avuto un sociopatico in meno anche grazie a lui, sarebbe giusto che il Governo pagasse qualcosa per questo, magari acquistando un po’ di copie di Pornokiller, ingrossando il mio magro conto in banca, perché io continui ad avere abbastanza da perdere per non diventare socialmente pericoloso come alla fine è costretto a diventare il mio amatissimo Carlo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Diario di una quarantena - Domenica 03/05/2020

Diario di una quarantena - Mercoledì, 25/03/2020

Diario di una quarantena - Mercoledì 29/04/2020