Diario di una quarantena - Giovedì 30/04/2020
Secondo giorno di afta e non è una cosa di cui vantarsi coi vicini di casa. Il fastidio c'è ma non è fortissimo. Non voglio portarmi sfiga, ma forse l'ho beccata in tempo. Al mattino faccio colazione veloce e poi esco per comprare il pane. E' un bella giornata. Lungo la strada non incontro nessuno, a parte un signore che sta in piedi sul balcone e nel mentre mi fissa come un miope senza occhiali. Non indosso la mascherina. O meglio, ce l'ho dietro, ma aspetto di arrivare in piazza, davanti alla panetteria, per indossarla. Lungo il tragitto incrocio un anziano col quale tempo fa ho stretto amicizia. Oddio forse amicizia è una parola grossa. Siamo conoscenti. Alla domenica mattina, nel periodo ante quarantena (A.Q.), avevo l'abitudine di andare al bar a prendere il cappuccino . Essendo intollerante ai latticini, il cappuccino è il mio lusso della domenica. Così col tempo è diventato un rito. Solito posto, solito bar. Quello è il mio momento sacro. Di solito alla...